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L’ictus nei bambini

Sempre più i casi pediatrici. Curarli si può

Durante la conferenza texana sull’ictus, sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta dalla dott.ssa Ichord del Children Hospital di Philadelphia che ha innanzitutto dimostrato come l’età media dei bimbi colpiti da ictus è 6 anni.
Lo studio ha sottolineato come l’ictus dei bambini è soprattutto ischemico, quindi con un’iniziale assenza di ossigeno nel cervello, non permettendo alle cellule di svolgere le comuni funzioni.

Rilevare un’ictus nei bambini è difficile

La ricerca condotta a Philadelphia ha dimostrato che per tutti i bambini condotti in ospedale con un ictus i soccorsi non sono stati eseguiti con prontezza per la difficoltà di coglierne i sintomi.
L’ictus che colpisce i bambini sotto i 15 anni è definito pediatrico; adulti e bambini mostrano gli stessi sintomi quindi debolezza o difficoltà motoria laterale, cecità o difficoltà a di udito, vertigini e mal di testa, stati confusionali, nausea e difficoltà ad articolare parole.
Spesso dopo aver chiaro il quadro clinico del piccolo paziente, il medico procederà prima alla TAC e successivamente ad una risonanza magnetica. Se si accerta che il paziente ha un ictus allora sarà necessario capire che tipo di danni ha subito attraverso un elettroencefalogramma.

Capire i bambini per limitare al minimo i danni

Spesso l’ictus nei bambini produce danni soprattutto alla vista, producendo la cecità, oppure all’udito.
I genitori riescono a capire che nel loro bambino c’è qualcosa che non va quando lamentano di non vedere o cominciano a distorcere le parole al punto tale, da non riuscire a comprendere quello che dicono.
Conducendo il piccolo in ospedale, il più prontamente possibile, è di fondamentale importanza riportare gli strani episodi che hanno coinvolto il bambino nelle ultime ore della giornata, per far si che i medici possano subito capire che il bambino ha subito un ictus.
Infatti la terapia deve essere eseguita entro i primi 60 minuti dall’evento per limitare al massimo i danni che il piccolo potrebbe subire, ma ha comunque una buona efficacia se eseguita entro le 3 ore.

L’ictus si può curare

Dopo un mese circa dal primo episodio l’ictus può colpire di nuovo il bambino: il genitore, prontamente questa volta, dovrà informare il medico per far si che da subito parta la cura farmacologica.

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