Rss Feed Tweeter button Facebook button Linkedin button Youtube button

L’ereditarietà dell’ictus: è un concetto valido?

Ogni anno si manifestano circa 200.000 casi di ictus in Italia, il 20% dei quali sono recidive e circa il 75% di essi è a carico di persone di età superiore ai 65 anni. Più o meno nel 20% dei casi la malattia risulta fatale, e nel 40% delle vittime permangono delle invalidità gravi.

L’ictus è quindi evidentemente una patologia molto seria da cui tentare di tenersi il più lontano possibile.

Ma è possibile farlo quando la medicina conferma una predisposizione per familiarità alla malattia?

L’ictus è ereditario?

Le statistiche sui malati di ictus hanno offerto risultati secondo cui chi ha un genitore, un fratello o una sorella che hanno sofferto di ictus, ha il 60% in più di probabilità di esserne anch’esso colpito.

Un gruppo di ricerca guidato da Erik Inglesson e che ha pubblicato i propri risultati sulla rivista Circulation Cardiovascular Genetics, pur confermando le statistiche sulla familiarità parla di una predisposizione genetica, più che di ereditarietà vera e propria; questo significa che coloro i quali presentano in famiglia dei casi di ictus, ponendo attenzioni maggiori alla prevenzione possono riuscire a tenere la malattia il più a distanza possibile.

Secondo lo studio infatti, oltre al fattore genetico, sono le abitudini alimentari o lo stile di vita che spesso nelle famiglie si tramandano di genitori in figli e portano a conseguenze simili nei vari componenti.

Questo significa che tutti i componenti di una famiglia molto sedentaria e con un’alimentazione squilibrata hanno un maggiore rischio di ammalarsi di ictus indipendentemente dai propri geni.

Quando poi l’ictus è causato da disfunzioni specifiche come l’ipertensione arteriosa o alcuni casi di trombofilia, allora è necessario porre attenzione alla prevenzione e alla cura delle patologie stesse proprio affinché non provochino, come conseguenza, l’ictus.

Quali sono i fattori di rischio su cui si può agire per prevenire l’ictus?

L’ictus, come tutte le malattie vascolari, viene favorito da alcuni fattori su cui ognuno può lavorare nella propria vita quotidiana per poter tenere sotto controllo il rischio delle loro conseguenze; tra questi i più comuni sono il diabete, l’ipertensione, l’obesità e l’ipercolesterolemia.

Il diabete, ad esempio, si manifesta con un aumento eccessivo di zuccheri nel sangue; quando le analisi cliniche mostrano un valore superiore a 126 mg/dl è opportuno prendere provvedimenti immediati per evitare danni gravi e a volte letali. La quantità eccessiva di zuccheri può causare un accumulo di sostanza solida sulle pareti dei vasi sanguigni; le placche così formate possono in casi particolari staccarsi e, sotto forma di trombi,andare ad ostruire i vasi del cervello, provocando un ictus. Chi ha il diabete deve quindi sottostare attentamente alla terapia farmacologica e i soggetti sani dovrebbero sottoporsi a esami specifici periodici nel caso vi sia una ricorrenza nella propria famiglia.

Lo stesso genere di placche può formarsi nei vasi di coloro che soffrono di colesterolo alto; il famoso colesterolo cattivo (LDL) deve avere un valore inferiore ai 115 mg/dl e può essere tenuto sotto controllo facilmente con una dieta accurata e attenta, oltre che con i farmaci, quando necessario.

Tutte queste patologie e le altre che possono provocare disfunzioni cardiovascolari, possono essere gestite evitando cibi poco sani e ricchi di grassi o zuccheri e soprattutto col movimento che rende i vasi sanguigni più elastici e puliti e aiuta a mantenere il peso forma; in più, controlli periodici nei casi di rischio possono permettere una considerazione tempestiva di un eventuale disturbo così da impedire pericolosi aggravamenti assolutamente evitabili.

Che in famiglia sia presente uno o più casi di ictus o meno, quindi, il consiglio è quello di attuare una prevenzione completa contro le malattie cardiovascolari in genere; in questo modo, anche se la predisposizione genetica può sussistere, è possibile scongiurare un trauma serio, anche perché è stato osservato che gli sportivi e coloro che pongono attenzione alla dieta, figli di padri sedentari che hanno avuto l’ictus sono comunque molto meno predisposti al trauma dei figli sedentari di genitori sportivi che non hanno sofferto di alcuna patologia cardiovascolare.

Leave a Comment


quattro + = 7