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Bocca storta: uno dei sintomi dell’ictus

Riconoscere l’ictus nel momento improvviso in cui si verifica è importante per un soccorso immediato che preveda subito le cure adeguate. L’ictus con bocca storta è il sintomo più evidente dell’insorgere di questa patologia, più comune negli uomini che nelle donne, e soprattutto in soggetti di età superiore ai 65 anni. I sintomi dell’ictus sono legati a una minore affluenza di ossigeno al cervello, e si possono manifestare improvvisamente con mal di testa, formicolio, difficoltà a camminare e a parlare. Nel caso dell’ictus con bocca storta, si verifica debolezza al viso e alla bocca, con deviazione della rima orale verso il lato sano e conseguente paralisi del nervo facciale, solitamente del lato sinistro.

Prevenzione dell’ictus

Il fattore di rischio principale dell’ictus è l’ipertensione. Infatti, i pazienti che soffrono di questa patologia hanno più probabilità di essere colpiti dall’ictus, per cui il controllo dell’ipertensione è indispensabile per evitare drastiche conseguenze. Una buona informazione dei fattori di rischio, e un conseguente cambiamento di molte abitudini alimentari e di vita, coadiuvati da una terapia medica mirata, sono la migliore prevenzione per evitare l’ictus.

Terapia per l’ictus

I pazienti colpiti da ictus ospedalizzati precocemente vengono trattati con farmaci trombolitici, somministrati in via endovenosa entro tre ore dall’ictus. Questo intervento immediato permette di salvare molte vite umane, grazie all’individuazione della malattia. Per questo è importante procedere urgentemente al ricovero in strutture specializzate già dal primo sintomo, per avere subito una diagnosi precoce e procedere immediatamente alla terapia. Per ottenere una migliore prevenzione è opportuno conoscere la malattia sin dalle prime manifestazioni, e l‘unico modo per seguire il paziente nell’evolversi della patologia è proprio il ricovero.

Cura e riabilitazione

Le cure cambiano da paziente a paziente, ma la terapia comune è l’anticoagulante orale, che varia a seconda se il soggetto soffre di altri disturbi, come ad esempio se è diabetico. A questa terapia si può aggiungere l’antiaggregante per evitare la ricaduta della malattia. Inoltre, avvalersi di una struttura adeguata al recupero e alla riabilitazione è fondamentale, con tecnici specializzati e professionisti che scelgono la terapia migliore per un recupero del paziente nei più tempi brevi possibili. Da tener sempre presente è che l’ictus rappresenta un danno cerebrale e per questo la riabilitazione deve coinvolgere le funzioni cerebrali alterate dalla lesione.

41 Comments

  1. LIRIA SIRNI says:

    Mio marito il 17/07/03 e’stato colpito da ictus cerebro ishemico.Ha 40 anni,non beve non fuma e tra l’altro e’ un bracciante agricolo.La mattina che si e’ sentito male l’ho accompagnato subito in ospedale.P resentava visione sdoppiata,perdita dell’equilibrio e bocca storta.Dopo aver eseguito i vari accertamenti tra cui la tac e’ stato trasferito presso l’ospedale San Raffaele di Cefalu’ neurologia.Durante il ricovero la sintomatologia e’ completamente regredita.Siamo ancora in attesa di alcuni esami per la coagulazione del sangue.Come terapia deve prendere la cardioaspirin.Mio marito sembra che stia bene ma io sono un po’preoccupata,dopo aver letto di quanto sia terribile questa malattia

    • vsarmati says:

      Cara Liria, il fatto che i sintomi siano regrediti fa pensare ad un T.I.A. ovvero un attacco ischemico transitorio. Si l’ictus è un problema serio, tuttavia nel vostro caso si è comportato solo come avvertimento senza lasciare conseguenze. Consultate il vostro medico di famiglia in modo da seguire il miglior stile di vita per conseguire la prevenzione dell’ictus.

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