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Emiparesi destra

In seguito ad un ictus cerebrale che danneggia parte dell’emisfero sinistro del cervello, con tutta probabilità comporterà una paresi del lato destro del corpo insieme a possibili problemi di percezione, cognitivi e del linguaggio (afasia).

Il cervello e le sue funzioni rimangono ancora per l’uomo un universo ancora non del tutto conosciuto, tuttavia possiamo individuare alcune caratteristiche specifiche per ciascun emisfero cerebrale e di conseguenza abbiamo la possibilità di individuare delle peculiarità altrettanto specifiche dei problemi legati all’emiplegia destra.

Le nostre facoltà di linguaggio ad esempio trovano la loro massima espressione all’interno della funzionalità dell’emisfero sinistro del cervello. Nonostante sia tutto l’encefalo a partecipare una lesione a carico di tale emisfero oltre a determinare una probabile emiparesi o emiplegia destra è possibile che comporti anche disturbi del linguaggio, quelli che identifichiamo con il termine: Afasia.

Afasia

Non tutti i pazienti emiplegici destri soffrono di afasia soprattutto se sono mancini in quanto alcune specializzazioni emisferiche comprese quelle del linguaggio, sono riorganizzate e localizzate in modo differente da i destrimani, pertanto una lesione dell’emisfero sinistro in un soggetto mancino, comporterà una emiparesi destra e la possibilità di non presentare afasia o di averla in minima parte.

La stessa afasia, sempre per la specializzazione di alcune aree cerebrali, è possibile distinguerla in diverse forme e può assumere aspetti differenti, in linea generale possiamo classificarla in 2 grandi gruppi: Afasia Motoria e Afasia Sensitiva, a seconda se l’area cerebrale interessata dalla lesione sia più anteriore o posteriore.

La distinzione tra i due tipi di afasia che si può presentare nell’emiparesi destra sta nelle diverse difficoltà del linguaggio, nella afasia motoria o di Brocà, infatti le problematiche di comunicazioni sono dovute ad una difficoltà di organizzare i movimenti per produrre i suoni e le parole, mentre nel caso dell’afasia sensitiva o di Wernicke ( dagli studiosi che ne individuarono per primi le peculiarità) le problematiche del paziente si riferiscono alla difficoltà di saper accedere ai termini ed alle forme grammaticali necessarie per costruire le informazioni durante l’atto comunicativo, spesso associate a difficoltà di comprensione.

Aprassia

Insieme ai disturbi del linguaggio in un caso di emiparesi destra possiamo assistere a delle alterazioni motorie e cognitive caratteristiche che spesso vengono annoverate sotto il termine Aprassia.

L’aprassia è pertanto il nome che si affida ad un quadro clinico che comprende diverse difficoltà di organizzare il movimento che coinvolgono principalmente la sfera cognitiva del paziente con emiparesi destra tra cui la qualità dell’attenzione, la percezione e le capacità di apprendimento nonchè la raffinata proprietà dell’essere umano di poter effettuare trasformazioni all’interno dei vari ambiti informativi, per intenderci siamo in grado aspettarci la sensazione di peso di un oggetto solo vedendolo, operando quindi una trasformazione dalla vista alla percezione corporea, o siamo in grado di eseguire una azione dietro richiesta perché trasformiamo le informazioni acustiche in significati e poi in azioni e tante altre possibilità.

Questi aspetti appena citati che fanno parte con estrema probabilità nei casi di emiparesi destra, come possiamo osservare sono il risultato dell’alterazione della funzionalità del nostro sistema nervoso centrale coerentemente con la lesione causata dall’ictus.

La sfera cognitiva pertanto è la base sulla quale poggia il nostro comportamento inteso come movimento e capacità di linguaggio.

Chiaramente il risultato visibile di tali alterazioni sono la paresi di una metà parte del corpo, la possibile presenza di spasticità ed ipertono e le difficoltà di linguaggio, ma “dovrebbe” risultare altrettanto chiaro che il recupero del movimento e del linguaggio deve debba passare necessariamente attraverso la riattivazione dei processi cognitivi alterati attraverso esercizi specifici (Riabilitazione Neurocognitiva) e non soffermandosi solo sugli aspetti direttamente tangibili come i muscoli e l’articolarità della bocca, come invece purtroppo accade nella maggior parte delle proposte terapeutiche post ictus dedicate al paziente con emiparesi destra.

Inoltre di fronte ad una emiparesi destra con disturbi aprassia e del linguaggio, il paziente è soggetto a ricevere un trattamento inadatto proprio per le difficoltà del terapista di poter interagire comunicando, non sono infrequenti infatti i casi dove la riabilitazione si limita al rinforzo del lato sano a causa dei limiti terapeutici, esponendo il paziente stesso ad un recupero parziale o all’instaurazione di compensi patologici e allo sviluppo della spasticità.

In realtà anche nei casi più complessi di emiparesi destra ed afasia esistono i modi di poter interagire con il paziente, capire e farsi capire, e proporre degli esercizi che coinvolgano il reale problema che lo ha condotto ad essere “prigioniero” del suo corpo senza poter esprimersi e comunicare con i propri cari. Si tratta della Riabilitazione Neurocognitiva conosciuta come Metodo Perfetti che ha visto in questi ultimi anni una maggiore adesione da parte dei professionisti della riabilitazione e da parte dei familiari stessi che vogliono partecipare attivamente al recupero del proprio caro.

Sono disponibili maggiori informazioni su come è strutturata la possibilità di coinvolgere il paziente con emiparesi destra con la riabilitazione neurocognitiva anche da parte dei familiari attraverso i video delle prime 4 lezioni della Video Guida recupero Emiplegia Destra messe qui a disposizione.

99 Comments

  1. eleonora says:

    la mia bambina di 6 anni ha avuto una emiparesi destra

  2. eleonora says:

    mia figlia ha una emiparesi

    • vsarmati says:

      Cara Eleonara, mi dispiace per quello che è successo alla tua piccola, possiamo aiutarti in qualche modo? Sentiamoci pure a voce quando vuoi

  3. Nicola says:

    Buongiorno,

    a mio fratellino, ormai 14enne, è stata a suo tempo diagnosticata una emiparesi destra dovuta ad una lesione ischemica in fase prenatale. Per darle una misura della gravità, nel 2008 la commissione per l’accertamento dell’handicap ha rinnovato il riconoscimento dello stato di handicap, anche se in forma non grave. Volevo capire che tipo di percorsi riabilitativi esistono per l’età evolutiva, dato che ormai da molti anni mio fratello non segue più programmi di riabilitazione. Attualmente lui fa Tai Chi (non fa altri sport, a parte trekking in montagna, di tanto in tanto) ma vorrei proporgli qualcosa di più specifico, per migliorare la sua camminata (zoppica), e anche la capacità di controllo, e forse la forza dell’arto superiore. Grazie in anticipo!

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